Comuni

Bosentino

stemma bosentinoIl paese di Bosentino si distende ai piedi del crinale meridionale del Monte di Bosentino, estesa propaggine del boscoso crinale dei Piani dei Castagnari del gruppo montuoso della Marzola, lungo la strada che da Vigolo Vattaro scende a Calceranica al Lago ed al lago di Caldonazzo.

Caratteristici edifici adornati di portali in pietra e ballatoi contrassegnano il centro storico raccolto attorno alla chiesa parrocchiale di S. Giuseppe. Circonda il paese la nuova espansione residenziale, peraltro modesta, orientata soprattutto nelle vicinanze della strada che scende a Calceranica al Lago e lungo la strada che,attraverso un bosco di castagni, scende a S. Caterina.

L’economia passata, dedita soprattutto all’agricoltura, è ancora leggibile sul territorio. Presenti sono i numerosi terrazzamenti ormai ripresi dal bosco. Il bosco di castagni, ormai in abbandono come pratica culturale, è stato ripreso dal sottobosco e nasconde ancora una passata economia agricola. Tradizionale era anche l’allevamento del baco da seta con numerose filande; noti erano i muratori di Bolentino.
L’economia attuale è basata in parte ancora sull’economia agricola con discreta produzione di frutta, soprattutto mele, mentre in parte gravita sui poli di Trento e Pergine con pendolarismo giornaliero. Un certo peso ha l’attività turistica grazie soprattutto alla presenza del vicino lago di Caldonazzo, con frequenze concentrate prevalentemente nella stagione estiva; il Santuario della Madonna del Feles richiama il turismo religioso.


Calceranica al Lago

stemma bosentinoNel 1947 Calceranica al Lago fu riconosciuta comune autonomo; nel 1957 prese il nome di Calceranica al Lago, ed ebbe inizio un periodo di profonda trasformazione. Da centro rurale ad agricoltura mista divenne importante polo industriale e turistico.

Il Paese, infatti, che aveva dimostrato fin dal 1200, una vocazione mineraria per la tipologia del sottosuolo, ebbe grazie alla Montecatini un forte sviluppo industriale con una consistente immigrazione di minatori da varie località italiane (Marche, Toscana, Belluno), le cui famiglie si sono poi ben inserite ed integrate nel nuovo tessuto sociale originario, arricchendosi vicendevolmente delle rispettive culture. Chiusa la miniera nel 1965, oggi Calceranica al Lago può vantare una grossa realtà industriale, la COSTER S.P.A., insediatasi qui nel novembre 1965, gode inoltre di una sviluppata realtà turistica per la sua felice posizione in riva al lago.

Il torrente Màndola divide il paese in Pieve destra e Pieve sinistra. L’espansione residenziale si è allargata lungo il tracciato stradale che costeggia il lago, localizzando la crescita di alcuni insediamenti artigianali all’estremità orientale dell’abitato. Con l’espansione è mutata profondamente anche l’attività economica sul territorio, attualmente basata, oltre che sull’artigianato e sul commercio, su un forte sviluppo turistico fondato sullo sfruttamento del lago di Caldonazzo. Numerose passeggiate si snodano sul lungolago e sul territorio circostante. La Punta delle Giare, il grande conoide detritico che si allunga nelle acque del lago, accoglie lo stabilimento balneare ed il campeggio, ad indicare la vocazione turistica della zona. Il territorio comunale dalle rive del lago risale le chine del monte Somo, che divide la valle del torrente Màndola da quella del torrente Centa. Qui vi sono pascoli con numerosi masi isolati ed un meraviglioso bosco ricco di castagni ammanta il rilievo, dal quale si gode un ampio panorama sul lago.

http://www.comune.calceranica.tn.it

 

Caldonazzo

stemma bosentinoCaldonazzo è un’accogliente e caratteristica borgata valsuganotta sulle rive meridionali del lago omonimo. E’ frequentato luogo di villeggiatura, contando numerose seconde case, soprattutto di residenti nel capoluogo trentino. L’attività turistica ha infatti un ruolo rilevante nell’economia del paese, proprio grazie alla vicinanza del lago, sulle cui sponde sono presenti il lido e numerose attività ricreative e ricettive.

Presente sul territorio è pure una buona attività agricola con la produzione frutticola che si distende sui pianori a nord e ad est dell’abitato. Imprese artigiane sono invece poste sulla strada per Centa. Il lago di Caldonazzo è il più grande bacino lacustre interamente in Trentino, superato per estensione dal Garda, del quale però solo una piccola parte è in regione. E’ stato originato da uno sbarramento alluvionale. Una volta il lago si estendeva fino alle case di Pergine ed il suo livello è calato con l’abbassamento artificiale del letto del suo emissario, il Brenta, che ha origine proprio in corrispondenza della omonima piccola frazione. Lago ricco di pesci ha assicurato in passato l’attività a numerosi pescatori.

Il territorio di Caldonazzo si estende sul vasto conoide del torrente Centa per risalire i versanti settentrionali del Monte Cimon (m 1525) e del Monte Pegolara (m 1199) che delimitano a settentrione i vasti altipiani di Lavarone. Suggestivo è percorrere l’antica strada dei Kaiserjäger, realizzata dagli austriaci, che porta a Lavarono, offrendo ampi panorami sulla piana di Caldonazzo.

Borgata di schietta caratteristica trentina, Caldonazzo si estende su una ampia pianura tra il lago omonimo, i frutteti che tingono di verde la terra e il torrente Centa. La vacanza si svolge sulle sponde del lago, sulle ampie spiagge curate, nei campeggi vicini, nei tipici locali, nelle pizzerie o nei pub. Sull'acqua si praticano vela, windsurf, canoa, canottaggio, mentre il relax e l'incontro sono sulla lunga promenade in riva al lago, al lido, al circolo nautico, o sulle ampie spiagge ombreggiate da piante d'alto fusto. In paese si curiosa camminando tra viuzze e abitazioni di caratteristica linea trentina in stile contadino, dominate dalla sagoma merlata della Magnifica Corte Trapp, casa castello dove un tempo si amministrava la giustizia, situata di fronte alla chiesa del 1.300 dedicata a San Sisto. Lungo il torrente Centa è possibile riscoprire i segni di epoche lontane nel paesaggio scavato dall'acqua tra la roccia delle montagne. Le note mele del Trentino crescono gustose nelle campagne circostanti. Tra campi e colline il trekking è possibile su percorsi che portano fino alla chiesetta di San Valentino sul colle di Tenna o sull'altopiano di Vezzena.

http://www.comune.caldonazzo.tn.it

 

Tenna

stemma bosentinoTenna è raccolta sul colle che divide i laghi di Caldonazzo e Levico. Ha alcuni aggregati ed un nucleo principale ed è centro agricolo e turistico. L’espansione edilizia ha interessato l’altopiano ed il pendio digradante sul lago di Caldonazzo

Quieto villaggio sorto su un verde colle modellato a schiena d'asino tra i laghi di Caldonazzo e di Levico. Al centro del paese il parco, quieta ospitalità in appartamenti ed alberghi, anche nella pineta dell'Alberè sul punto più alto del colle.

Il forte militare di Tenna domina il lago di Caldonazzo e parte della Valsugana, costruito nell'Ottocento dagli austriaci come anello essenziale d'una catena di fortificazioni per il controllo del transito fra Trentino e Veneto. In centro si trova il cippo miliare romano che indica il passaggio dell'antica via Claudia Augusta, lunga 517 chilometri, tra la veneziana Altino e Donauworth sul Danubio. Sui prati del colle crescono le mele tipiche del Trentino e si ammirano in lontananza le cime delle Dolomiti di Brenta. Ai piedi dell'abitato il lago di Levico a fiordo su un lato, sull'altro l'ampio lago di Caldonazzo dotato di spiaggia pubblica, sede di un circolo nautico per lo sci d'acqua.

http://www.comune.tenna.tn.it